CARE CONCITTADINE, CARI CONCITTADINI,

i momenti di difficoltà condivisa in cui siamo immersi, ci obbligano a ripensare a quanto le nostre vite siano intrecciate. A quanto le azioni di ognuno possano influire sul benessere di chi abbiamo accanto. A quanto essere vicini implichi il nostro prenderci cura. La misura della crisi epidemiologica in corso ci obbliga a prendere coscienza di quanto le nostre trame di vita siano connessioni vitali prima che convenzioni sociali. Le emergenze ci chiedono di ascoltarci con più attenzione e di riservarci intervalli maggiori per fare spazio alle emozioni.

Di ritrovare la nostra umanità, quel comun sentire che ci può permettere di stringersi tutti attorno alla generosa e attiva speranza che insieme, organizzandoci e rispettando le regole, possiamo farcela. Sentirsi parte di una comunità, anche in questo momento in cui dobbiamo vivere necessariamente distanti, può renderci più forti. Ci permette di armarci di solide alleanze per impegnarci a immaginare nuovi orizzonti in cui gioire, abbracciarci, esplorare, incontrarci, progettare insieme i paesaggi in cui vogliamo essere protagonisti.

Le virtù individuali sono sempre preziosa risorsa sociale, bagaglio e orizzonte di saggezza per tutti. E lo sono ancora con più evidenza nelle giornate in cui la paura e l’ansia rischiano di paralizzarci. Pensando agli anziani dei nostri paesi, ai familiari lontani da casa, ai bambini, ai professionisti e alle attività commerciali, alla difficoltà delle strutture sanitarie, alla tenuta delle nostre istituzioni.

Gli unici strumenti con cui possiamo combattere le ombre sono la conoscenza, la consapevolezza e il sentirci parte indispensabile di questa casa comune da salvare e tutelare, realizzando azioni puntuali e rigorose che diventano norma, stile e abitudine nelle nostre giornate.

Trasformiamo questo stravolgimento della nostra quotidianità in etica dell’amore e dell’impegno.

Come le piante, noi non possiamo scappare. Le piante sopravvivono a secoli di storia, adattandosi. E adattamento non significa mettere in campo atteggiamenti passivi. Significa rileggere la necessità per sviluppare attitudini che siano corazze robuste per la vita dell’intero ecosistema. Siamo linfa e nutrimento per ognuno di questi fili d’erba che sfioriamo, per ognuna delle zone, dei terreni, dei volti in cui conviviamo. Siamo semi di futuro. Adottiamo e ispiriamoci a comportamenti responsabili che mettano al centro il noi.

 

Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale

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